giovedì, 15 febbraio 2007

Il cinema come avventura, ecco come potremmo etichettare l'opera di un regista come David Lynch. Se avete visto "Mulholland drive" e vi aveva lasciati interdetti, be', "Inland empire" è l'apoteosi dell'enigma, dato che dura tre ore e sarebbe un'impresa solo cercare di riassumere la trama...Trama? In effetti lo stesso Lynch, ineffabile come sempre, garantisce che il suo film ha una sua struttura più che logica, a saper guardare, ma ovviamente si guarda bene dal fornire una qualche traccia interpretativa.


Dico la verità: a me il cinema che sperimenta e provoca piace, non pretendo di capire tutto e subito, anzi. Questa volta però, lo ammetto, ho fatto fatica, ma non vuol dire che il film non sia riuscito. Dico che più che cercare una successione logica posso solo allineare degli elementi sparsi, e provare poi, come con un rebus, a comporli in un puzzle più o meno compiuto.


C'è un'attrice che ottiene una parte in un film e scopre, come l'altro protagonista, che si tratta in realtà di rifare un vecchio film polacco mai portato a termine perchè i due attori scelti furono uccisi...Il film va avanti e realtà e finzione si mescolano continuamente. C'è una ragazza in una stanza d'albergo, prigioniera, che segue il film sul film s'un televisore, e piange...I due attori hanno una relazione, sul set e fuori, ma è difficile distinguere i due piani...C'è un teatro dove gli attori indossano curiose teste d'asino e scambiano battute umoristiche ma forse legate a tutto il resto...Ci sono scorci e corridoi misteriosi e strade e case di una Polonia vera o immaginaria e personaggi loschi che parlano in polacco...L'attrice finisce per entrare in contatto con loro...Ci sono prostitute che aspettano e commentano e ballano e l'attrice si ritrova con loro, forse è anche lei una prostituta e poi una donna la colpisce con un cacciavite e lei sanguina e muore s'un marciapiede, ma questa è l'ultima scena del film...Applausi, ma l'attrice si alza come ipnotizzata e si addentra dentro un teatro perchè deve ancora fare qualcosa... Spara all'uomo che ogni tanto appariva come un aguzzino, trova la ragazza progioniera, si abbracciano, e la ragazza torna a casa dal marito e dal figlio...Fine? Sui titoli di coda tutti gli attori, come la bravissima Laura Dern, sorridono e ballano in un completo relax: la finzione è finzione, poi si fa festa...


Insomma, è il classico film su cui, volendo, ci si può arrovellare per giorni. L'ideale sarebbe poterlo rivedere subito (be', dopo aver rifiatato) con le sue ridondanti oscurità, l'infinita serie di scale, corridoi bui, porte secondarie, facce e dialoghi sconcertanti. Tremendamente ostico, è vero, ma anche affascinante. Un cinema di domande in cerca di risposte.

postato da: armapo alle ore 19:16 | Permalink | commenti (12)
categoria:cinema, david lynch