venerdì, 01 settembre 2006

Il Cinema e la televisione. Se la musica è maltrattata sul piccolo schermo, neppure il cinema se la passa meglio. Sono i giorni del festival di Venezia, e cosa ci raccontano i nostri inviati dei vari TG? L'ospite tale appena arrivato, quello che non viene, l'altra che fa i capricci. E sti cazzi, viene da dire. Ma i film, che poi sono il vero motivo per cui si fa un festival? In coda, giusto per far capire che il solerte inviato è lì proprio per lavorare, poveretto. E noi, ingenui, che cominciavamo a sospettare che fosse tutta una scusa per godersi qualche giorno di ferie, tra un pettegolezzo, il mare e un aperitivo in piazza San Marco...



Del resto, quando si pensa che l'ultima trasmissione dedicata al cinema dalla RAI era condotta da Marzullo, tutto si fa chiaro. Si chiamano ospiti anche competetenti, e si lasciano cadere domandine anestetiche: se per caso, e succedeva, le risposte si facevano interessanti, il nostro conducator interrompeva subito per sottoporci l'ennesimo servizio. Cioè una comica sfilata di spettatori presi a tradimento appena usciti dalla sala buia, gli occhi ancora cisposi e l'aria stranita, che bofonchiavano giudizi a vanvera sul film appena visto. "M'è piaciuto un sacco"; "Ammazza, gagliardo"; "Fa schifo". Di più, in queste condizioni, non è lecito pretendere. (Chissà perché, detto tra parentesi, va tanto di moda far parlare il passante di qualsiasi argomento, come se uno dovesse per forza dire la prima fesseria che gli passa per la testa, e non  fosse più logico, invece, esprimersi solo quando si ha davvero qualcosa da dire. Il silenzio è d'oro, a volte, ma chi glielo racconta ai fautori entusiasti della "gggente"? )


Il cinema in tivù , in effetti, fa schifo sul serio : fa schifo, a chi lo ama davvero, vedere com'è trattato, mentre piace tanto evidentemente a chi non ci va mai, neppure per sbaglio.  Ecco perchè legioni di fanciulle e bellocci di provincia confessano di voler fare il Cinema: quello che sognano è solo di entrare in quel baraccone allegro e pettegolo visto in certi servizi mondani che fanno sembrare ridicola anche l'arte che fu di Truffaut, Bergman, Antonioni, Ophuls. Il Cinema secondo Marzullo, appunto.


postato da: armapo alle ore 17:28 | Permalink | commenti (2)
categoria:cinema e televisione