venerdì, 15 febbraio 2008

Avete sentito? C'è un  certo padre Nicolò Anselmi,  responsabile della Pastorale giovanile della CEI, che senza aver visto il film in questione, cioè "Caos calmo" di Grimaldi, con Nanni Moretti protagonista, ha sentenziato che la scena di sesso di cui tanto si parla è "terribile". Dice che da un regista così "idealista" come Moretti si sarebbe aspettato una scena "romantica, soffusa d'amore", o per dire meglio "un momento d'amore aperto alla vita, ad un figlio". Per concludere, don Anselmi aggiunge di  sperare che qualche attore faccia  obiezione di coscienza sul set per non girare certe scene. Nel merito  esprimo il mio completo disaccordo con Don Anselmi. Pacatamente...


Ora, io ho visto il film ieri sera. Mi sono divertito e l'ho apprezzato per diversi aspetti, constatando in particolare che la scena incriminata è solo una piccolissima parte, pienamente giustificata dal contesto psicologico della vicenda, di un film che dura oltre un'ora e quaranta minuti. Nanni Moretti è un attore perfetto per il ruolo, e Isabella Ferrari è bella e brava, ma il punto  non è questo. Il punto, che andrebbe ribadito ogni volta che si parla di censura in uno spettacolo artistico, è che prima di prendere qualsiasi posizione bisognerebbe verificare di persona, documentarsi, e non accontentarsi di qualche chiacchiera raccolta qua e là. Prima di esprimersi, gentile  don Anselmi, lei dovrebbe  chiedersi: 1) Qual è la vicenda narrata in quest'opera di finzione? 2) In tale contesto drammaturgico, la scena tale ha un senso oppure no? 3) La suddetta scena può essere definita un volgare ammiccamento ai bassi istinti del pubblico o forse sono io che non capisco niente  di cinema perchè sono troppo occupato a emettere sentenze a priori?


Ciò facendo, padre, ella avrebbe evitato molte sciocchezze. Ad esempio, saprebbe che Moretti è qui solo attore e non regista. Il regista si chiama Antonello Grimaldi. Inoltre, il sesso non è quel nido di rondini  fiorito che lei sembra voler credere ad arte:  il sesso, come la vita, è un' avventura umana votata all'imperfezione che domina da sempre i rapporti tra individui. Può essere meraviglioso, ma anche squallido, e nessun artista tacerà mai, se è un artista vero, questa ambivalenza di fondo. Perché la vita stessa è così, varia e imperfetta, e l'arte più grande l'ha sempre mostrata com'è, è così. Il cinema è finzione, certo, come la letteratura (il film è tratto dal romanzo omonimo di Sandro Veronesi), ma sarebbe più finta e meschina, diciamo  pure inutile, se  diventasse solo un inno luminoso a quella perfezione umana che non esiste. Non crede?


Il film, lo ribadisco, è bello e a tratti toccante, il cast è in stato di grazia, anche nei ruoli minori, e la regia di Grimaldi è riuscita a rendere accattivante una trama molto psicologica,  vista l'origine romanzesca del soggetto, correndo sul difficile crinale del patetico senza mai caderci: complimenti davvero. Lo consiglio a tutti come un altro esempio di buon cinema italiano.

postato da: armapo alle ore 16:38 | Permalink | commenti (2)
categoria:cinema, attualità, caos calmo