martedì, 29 aprile 2008

Come si diventa musicisti oggi? Premesso che probabilmente è sempre più difficile, visto da un lato il decadimento dell'industria discografica e del mercato complessivo e anche il numero esorbitante che pensa di voler fare il mestiere della musica, farei un paio di considerazioni.


Se uno guarda programmi televisivi come "Amici" o "X Factor" potrebbe pensare che il modo più diretto è proprio quello di partecipare a uno di questi show, che sono di successo e garantiscono, va da sé, una vetrina sicura che fa girare perlomeno la tua faccia, doti a parte: magari, se sei telegenico, potrai vendere pentole o creme di bellezza in qualche televendita...Il problema è che "Amici", a dispetto del titolo, è una trasmissione dal mio punto di vista veramente "drogata": dovrebbe essere una scuola di arti varie, ma quello che si vede è una parata veramente insopportabile di piccoli nessuno, giovanissimi e perciò anche discretamente ignoranti, che si sentono autorizzati a trattare chi li giudica, dall'alto di una certa esperienza, con smorfie, ironie e ipotesi ridicole di congiure ai loro danni. Deprimente. Le puntate serali avvengono in un clima da corrida, con amici e parenti che tifano come allo stadio, ricoprendo di insulti e fischi chi osa criticare i propri beniamini. Orrore. Un ragazzo che guardi questi programmi si sentirà presto autorizzato a credere che per avere successo nello spettacolo conviene darsi delle arie come un divo e trattare chi muove qualche critica come un idiota invidioso o incapace di capire: così è. Il programma è orrendo.


A "X Factor" almeno si profila per chi vince la pubblicazione discografica. Il programma è più mirato e concreto, anche se certi comportamenti aleggiano qua e là. Però i partecipanti sono qualche anno più grandi, meno imbottiti di stupidaggini, e a volte mostrano di saperci fare. Inoltre, a parte la Ventura che la butta tutta sul piano emotivo, c'è perlomeno un musicista vero come Morgan che prova a fare osservazioni tecniche spesso interessanti. Ovviamente il clima è pur sempre simile al modello imperante della televisione attuale: enfatizzazione massima di ogni quisquilia, finte risse tra i giurati, occhi lucidi e pubblico tipo curva sud, ingredienti che ormai è difficile eliminare da una certa televisione. La musica però è senz'altro più protagonista.


Questo appena descritto è il modo più appariscente per prvare a sfondare. Per fortuna però ce n'è un altro. Non finisce mai in televisione, non fa notizia, non gode di sponsor o campagne promozionali. Si chiama studio, ricerca, pazienza, tenacia: per anni si vive nell'ombra, e magari ci si resta anche dopo, ma in compenso quello che raggiungi, poco o tanto, poggia s'una base più solida e duratura. Non devi vestirti da coglione. Non devi scuotere la testolina a tempo. Non devi sembrare quello che non sei. Devi saper suonare e basta. Ci sono ancora musicisti così? Ci sono eccome, ho le prove. Vi parlo di un trio di Bologna: si chiamano Akt e hanno registrato un CD lo scorso anno dal titolo "Déntrokirtòs" , veramente degno di attenzione per la qualità del progetto musicale e la maturità che traspare dai testi. Le voci non sono forse ancora calibrate al meglio, ma stupisce la coerenza interna della proposta: un sapiente mix di prog attualizzato con l'uso intelligente di certa elettronica, e una scrittura complessa quanto elegante, dietro la quale si sente un duro lavoro portato avanti con determinazione e talento. Questa è la musica che non finirà mai in televisione, forse, ma l'ascolto è veramente consigliato a chi non vuole rimbecillirsi tra piccoli mostri e divi di cartone.


La band si produce da sola (indovinate perché?), e chi vuole saperne di più può consultare il sito ufficiale:                    http://www.abstrakt.it/


Ho scritto anche una rece del disco su "AltreMuse":   



                 http://xoomer.alice.it/altremuse/progressive.htm#recensioni

postato da: armapo alle ore 16:26 | Permalink | commenti (3)
categoria:musica, riflessioni, televisione, dischi, attualitĂ , akt