Ieri vado a vedere "La fabbrica di cioccolato" di Burton e trovo la fila. Inconsueto per un primo spettacolo. Mi
ritrovo sommerso da bambini e genitori in affanno, tra popcorn, gridolini e gelati. In effetti il film è anche per loro, divertente ma non banale. In realtà favole e spettacoli per l'infanzia, se ci si pensa, sono creati sempre da adulti. Insomma, dietro i grilli parlanti e i fiumi di cioccolato, si nascondono spesso aguzze allegorie e satiriche frecciate contro usi e costumi della società. Cose che naturalmente a un seienne sfuggono. Per questo, secondo me, certi libri per l'infanzia andrebbero riletti da grandi: li si apprezzerebbe molto di più, cogliendone l'essenza che non è mai così pedestre.
Un caso clamoroso di letteratura infantile per grandi è "Il piccolo principe" di Saint-Exupery, un classico che continua a essere molto venduto. A ragione, perché è un libro delizioso, arguto e intelligente. Succede anche con le canzoni: "I bambini fanno oh", di Povia, sembra ma non è affatto una canzoncina per bambini. E' il rimpianto di un adulto che ha perso per sempre quella dimensione, senza trovarne un'altra. Piuttosto tristanzuola, in fondo. Insomma, se avete in casa una vecchia edizione di "Pinocchio" provate a prenderla in mano: può essere una vera scoperta. Io poi ho sempre pensato che le seconde letture sono molto più utili e goduriose delle prime. Come la seconda volta nel sesso: avete presente?










