Berlusconi, il cosiddetto "principale esponente dello schieramento a noi avverso", ha stravinto, neppure vinto, con i leghisti dilaganti dalle valli lombardo-venete fino in Emilia. Amen.
L'Italia è un paese di destra. Non solo adesso, ma forse da sempre, solo che prima c'era il grande ombrello democristiano a salvare le apparenze. La sinistra, radicale o riformista che sia, non riesce a catturarne umori e linguaggio: forse la sopravvaluta. Vero che Veltroni e il PD possono aver risentito della recente disfatta del governo Prodi e il loro progetto è ancora troppo giovane per fare breccia nell'elettorato, ma il punto è un altro. Il punto è che oggi la politica è solo soldi e tasse: è pancia, non è testa. Quasi a nessuno importa altro, quando vanno a votare: questioni etiche, diritti civili, politica estera, cultura e simili non influiscono se non in minima parte. Se tagli le tasse e prometti condoni a iosa, martellando su queste due parole d'ordine dalle tue tivù e dai giornali di famiglia, puoi avere la vittoria in tasca: questa è la lezione. Se è così, ci tengo a dirlo, sono contento di aver votato per chi ha perso: ho sempre amato le cause perse, e ormai sono affezionato alle mie tradizioni. Sopravviverò, e la prossima volta farò la stessa cosa. Sarò un perdente, certo, però militante. Vuoi mettere?

categoria:politica, riflessioni, attualitÃ










