Ciao e ben ritrovati. E' stata un'estate lunga e calda, come sempre e forse più di sempre, ma abbiamo resistito ed è già qualcosa, vi pare? Ringrazio i visitatori che hanno spulciato il blog in mia assenza, lasciando commenti, e mi accingo a recuperare il tempo perduto.
Per cominciare segnalo una progband italiana, siciliana, che sto ascoltando in questi giorni, Conqueror: il loro disco si chiama "74 giorni" e racconta un viaggio per mare, molto evocativo e intenso, più o meno ispirato all'esperienza dello scomparso Ambrogio Fogar. Voce femminile delicata, bei fiati, scrittura ariosa e piuttosto classica ne fanno un disco di buon livello, consigliato ai progofili più interessati al panorama italiano. Ci sono sapori degli anni Settanta, ma soprattutto il gusto della musica come avventura sonora ed evento comunque speciale. Siccome in giro c'è fin troppa musica che va bene, al più, per fare da sfondo a una rasatura mattutina o un pediluvio senza impegno, mi pare doveroso segnalare progetti di ampio respiro come questo.
Il sito della band messinese: http://www.conqueror.it/
Naturalmente, per parlare di cinema, nei prossimi giorni daremo conto di quanto accade al festiva di Venezia. Sarà interessante notare se le ultime polemiche sul nostro cinema tanto vituperato (da registi americani ma non solo) saranno confermate dai fatti, anzi dai film, visto che ci sono tre titoli in gara che promettono buone cose. E comunque, speriamo che dal festival vengano fuori dei bei film, a prescindere dalle bandiere: questo ci assicurerà un felice autunno almeno nelle sale, dopo la lunga astinenza estiva.











Il disco merita di essere ascoltato più volte, secondo me, perché differisce dai due capitoli precedenti. E' più esteso e corposo, e nei suoi vari movimenti prova la difficile operazione di fondere melodia e rock, ma direi che la prima è prevalente, alla fine: senza mai scadere, intendiamoci, perchè la scrittura è sempre brillante e corposa. Si sentono echi della parte acustica di "Searching for a land", per chi ha presente, con la bella voce di De Scalzi in evidenza nelle intense trame orchestrali. E poi molto flauto. Al disco, oltre a forze più giovani, partecipa un altro veterano del prog italiano, come il batterista Alfio Vitanza, a suo tempo con i Latte e Miele.