martedì, 31 luglio 2007

Omaggio in forma di immagini a due artisti appena scomparsi, praticamente insieme. Quando il cinema è a questi livelli, le parole sono superflue. Basta guardare, e saper sentire.


Da "Professione: reporter" di Michelangelo Antonioni (1975):  http://it.youtube.com/watch?v=Fyg8H7nnZBM


Da "Il posto delle fragole" di Ingmar Bergman (1957):  http://it.youtube.com/watch?v=3O01zxTTrQY

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categoria:cinema, bergman, antonioni
lunedì, 30 luglio 2007

Non lo sapevate? Il cinema è morto. Il romanzo pure. E il rock? Ma no, scherzo, niente va così male come qualche querulo nichilista ai quattro formaggi pretende di farci sapere. C'è sempre chi scrive e sa il fatto suo, come chi mette insieme un film che val la pena di vedere e naturalmente un gruppo musicale ben preparato che firma un disco coi fiocchi. Se poi il polemista "so-tutto-io" succitato è chiuso nelle sue false certezze, pazienza: lasciamogli credere che ha ragione, e passiamo oltre. Mica ce l'ha ordinato il medico di starlo a sentire!


Voglio parlare di "Neo", ultimo lavoro della Torre dell'Alchimista, uscito già da qualche tempo per la Ma.Ra.Cash Records. Il gruppo è della zona di Bergamo e ha già pubblicato un paio di album a partire dal 2001. Questo è un disco pieno di ottimo prog, fresco e per niente pesante come si può credere, anzi. Ci sono barocchismi e sinfonismi "vintage", ma suonati con notevole disinvoltura e una bella dimensione ritmica.  Un tastierista con molto brio, bei testi e un cantante che sa il fatto suo: da sottolineare, vista la cronica mancanza di vocalist nel nostro panorama rock. Si vede, però, che dai Settanta in qua  molto è cambiato da questo punto di vista, per fortuna: certi vocalizzi "strazianti" ce li siamo lasciati alle spalle, speriamo per sempre...


Secondo me la Torre ha numeri e costanza, comunque, per affermarsi anche all'estero. Nel 2005 è uscito anche un disco live che fotografava la partecipazione dei bergamaschi al NearFest americano 2002, dove hanno suscitato ottime impressioni. Bando alla tradizionale esterofilia italiota, insomma: questa è gente in gamba, che può dire la sua dappertutto. Spero che qualcuno lo capisca, prima o poi.


La mia recensione di "Neo" potete leggerla qui:


                                http://xoomer.alice.it/altremuse/progressive.htm#recensioni


E questo è il sito della band:


                               http://www.latorredellalchimista.it/


Buona lettura e soprattutto buon ascolto a tutti. E che il fresco sia con voi, naturalmente.

postato da: armapo alle ore 12:49 | Permalink | commenti
categoria:musica, torre dellalchimista
mercoledì, 25 luglio 2007

Esistono giudizi davvero definitivi? Forse no, si può cambiare idea (anzi, si deve) man mano che le nostre conoscenze si allargano. Ci sono libri che non lasciano traccia alla prima lettura, ma dopo qualche anno colpiscono: eppure il libro è lo stesso. Siamo noi che, nel frattempo, siamo andati avanti e il nostro vissuto adesso ci permette di "sentire" quel che prima ci sfuggiva.


Vale anche per la musica. Una volta detestavo il cosiddetto hard-rock, i chitarroni e le sonorità metalliche non li sopportavo. Invece ho scoperto che gente come Led Zeppelin, Rush, gli Who o i Deep Purple, solo per restare sul classico, hanno inciso dischi di grande valore. Ogni genere si può fare bene o fare male: l'unico discrimine è questo, per il resto ogni concetto si può rivedere.


Me ne accorgo anche quando rileggo le schede che su "AltreMuse" ho dedicato a gruppi e solisti del progressive, scritte magari anni fa: alcune mi sembrano troppo severe, qualcuna troppo indulgente o lacunosa. Non si tratta di rovesciare un'idea radicalmente, ma di spiegare meglio, motivare un giudizio, soprattutto se negativo. Ogni opinione è legittima, ma bisogna secondo me non dare niente per scontato. Quindi spesso rivedo, correggo, aggiungo e sottolineo meglio: è utile anche per me, oltre che, forse, per chi legge. Anche se su Internet, a volte, si ha l'impressione di scrivere per nessuno, e ci si chiede se ne vale la pena. Rispondo di sì, proprio per tenere in esercizio il cervello e accorgersi che, per fortuna, niente è per sempre: si può ancora cambiare opinione, apprezzare meglio una musica o un film, precisare un'idea fissa che non aveva ancora una sua forma. Perchè siamo ancora in viaggio, e la nave và, come diceva Fellini.

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categoria:riflessioni
martedì, 17 luglio 2007

Ancora Tarantino? Sì, ci tocca. Tornando sulla polemica che lo ha visto contrapporsi al nuovo cinema italiano, il regista ha detto una serie di cosette che andiamo a valutare.


1) E' stato frainteso (vi ricorda qualcosa, vero?); 2) Lui non conosce il cinema di cui parla (complimenti); 3) Se non lo conosce è colpa nostra; 4) Il cinema italiano non sa essere popolare, e dunque cazzi suoi; 5) Sergio Leone sì che era un grande, altro che storie; 6) Dovremmo fare come gli asiatici che fanno i film che a lui piacciono tanto.


Da ciò io deduco quanto segue: 1) Tarantino conferma una superficialità che definirei preoccupante; 2) E' convinto che il cinema debba essere solo "popolare" (e Rossellini, Bergman, Antonioni, Tarkovskij, Ophuls, Truffaut e Pasolini perciò non esistono); 3) Non lo sfiora minimamente l'idea che forse l'industria italiana del cinema è soffocata proprio dalla rapace industria di Hollywood dove lui sguazza; 4) Dovrebbe fare uno sforzo e magari, visto che abita a Los Angeles e non a Sgurgola, qualche DVD italiano degli ultimi trent'anni lo trova e può parlare con maggiore cognizione di causa, per una volta nella vita...5) Gli sfugge, appunto in ragione della suddetta ignoranza, che negli ultimi anni c'è un forte risveglio in Italia di quel cinema di genere che lui ama tanto: c'è, ma lui non lo sa. Informatelo, anche via fax.


Che vi devo dire? Sarà l'afa o il fatto che le ultime prove del nostro a me sono sembrate una spensierata regressione nell'immmaginario perverso di un adolescente con problemi di crescita, o magari la più generica rottura di palle, ma certe cose proprio non si reggono. Sono curioso di vedere se ci saranno altre reazioni, magari meno epidermiche della mia.

postato da: armapo alle ore 12:07 | Permalink | commenti (6)
categoria:cinema, attualitĂ 
giovedì, 12 luglio 2007

Che paese è l'Italia, oggi? Siamo più ricchi e meno provinciali, probabilmente, rispetto a quarant'anni fa, ma per il resto come siamo cambiati? C'è un romanzo uscito di recente che, sotto forma di raccontare altro, lascia trapelare questa domanda spinosa: si chiama "Brucia Troia" e l'autore è Sandro Veronesi.


Un Veronesi diverso dalle ultime prove, come il fortunato "Caos calmo". Qui racconta storie di un'Italia minore ambientate negli anni Sessanta, con finale tragico. Sembra sancire la fine di un mondo più ingenuo, ma oggi che paese siamo? Un libro ambiguo, non sempre riuscito, ma basta questa domanda che si cela al fondo per renderlo molto interessante, secondo me. Un libro non deve dare solo certezze, anzi a volte vale soprattutto per i dubbi e le riflessioni che ingenera nel lettore: in questo almeno, Veronesi è coerente con le sue opere precedenti.


Per chi è interessato ecco la mia recensione su "AltreMuse":


                                 http://xoomer.alice.it/altremuse/letteratura.htm#recensioni


 

postato da: armapo alle ore 20:19 | Permalink | commenti
categoria:libri
giovedì, 05 luglio 2007

Se i cinema vanno in ferie, i dischi per fortuna continuano a uscire. Ultimamente vanno segnalate alcune novità di rilievo, sempre nell'area prog e dintorni, che meritano attenzione.


L'ultimo disco dei canadesi Rush, "Snakes & arrows" (per la verità è uscito in primavera),   lo ascolto da un paio di giorni e mi sorprende per il livello molto alto dei pezzi: un hard-progressive di tecnica eccelsa, a base chitarristica, suonato da un trio che ha sempre le idee molto chiare e non sente più di tanto il tempo che passa. Li avevo lasciati nel 1982 ("Signals") e li trovo adesso, meno frenetici forse, ma più che mai brillanti nelle idee e negli arrangiamenti, con qualche sorpresa, anche acustica, nei due brani strumentali. Da ascoltare.


In Italia, in attesa di valutare con calma l'atteso "Seven seasons" dei rinati New Trolls (in pratica il concerto grosso 3), mi piace segnalare il disco di un tastierista e compositore come Alex Carpani. Il suo "Waterline", realizzato da un'etichetta americana, è davvero un esempio di progressive sinfonico che guarda ai Settanta, ma aggiornato con gusto e sonorità moderne. La voce è di Aldo Tagliapietra delle Orme, e ci suonano nomi eccellenti del prog americano. Colpisce la tecnica di Carpani e anche la complessità dei suoi arrangiamenti.


Qui il sito del tastierista:    http://www.alexcarpani.com/


E qui la mia recensione su "AltreMuse":  http://xoomer.alice.it/altremuse/progressive.htm#recensioni


Sono due dischi che consiglio a tutti, per combattere l'afa e rifarsi la bocca. Buon ascolto.

postato da: armapo alle ore 20:04 | Permalink | commenti (1)
categoria:musica