sabato, 07 gennaio 2006

Eccoci nel 2006, bene o male. Poteva andare peggio, no? Comunque, per quanto mi riguarda, anno nuovo, vita vecchia...Inizio da dove avevo finito, tra un CD e un film, e non vedo motivo di cambiare.

Tra Natale e Capodanno visto "Memorie di una geisha": è un discreto film, ma forse è tutto troppo aggiustato e ben confezionato. Sarà che lo ha prodotto Spielberg? Forse un regista giapponese lo avrebbe girato con un altro stile, più secco e asciutto. Pensate a Kitano, per dire. C'è spettacolo, comunque, e sotto le feste può anche bastare.

Ascoltato "666", vecchio disco degli Aphrodite's Child. Li ricordate? Sono quelli di "It's five o'clock" e "Rain and tears", fine anni Sessanta: un gruppo greco che contava Demis Roussos e Vangelis, tra gli altri, poi fortunati come solisti su binari molto diversi. "666" è un disco coraggioso per l'epoca (1971), abbastanza inaspettato per una band che aveva sfornato fin lì dei pezzi belli ma melodici. Suoni ostici, effetti speciali, ospiti di prestigio come Irene Papas alla voce in un pezzo. L'argomento, come si intuisce dal titolo, è legato a tematiche bibliche e apocalittiche, in questo già vicine al prog di quegli anni, ma musicalmente è molto bello, inventivo, decisamente sorprendente. Davvero la musica a cavallo di Sessanta e Settanta è un pozzo senza fondo: quando credi di conoscere tutto (o quasi) scopri che non è mai finita. Meglio così. Diremo così anche della musica attuale, tra trent'anni? Mah, non so: io sarei comunque curioso di esserci, e non solo per sapere se Pippo Baudo è ancora lì, o la Lecciso si è rimessa con Albano.

Faccio gli auguri a chi mi legge, e anche a chi fa tutt'altro. Buone cose, qua e là, per tutti voi.

postato da: armapo alle ore 18:31 | Permalink | commenti
categoria:musica, cinema